Il viaggio è stato
organizzato principalmente per raggiungere il Sudan: il tratto iniziale,
da Tunisi a Assuan è di trasferimento.
Una Agenzia di viaggi Italiana ci ha procurato i Carnet de passage
en douane, il biglietto del traghetto Civitavecchia-Tunisi, i visti,
l’agenzia libica, la prenotazione per traghetto e “sandalo” sul
lago Nasser e lo spedizioniere a Mombasa per i mezzi.
Utilizzati i punti gps di Sahara itinerari e passioni per raggiungere
Berenice
Utilizzati resoconti e contatti da www.sahara.it e svariati siti
stranieri, le guide della Lonely Planet, le informazioni aggiornate
su consolati e ambasciate scaricate da Internet.
Mappe: le solite Michelin e le solite Americane, inoltre tre Russe
con il track di Berenice che mi ha gentilmente fornito Michele Soffiantini.
Noleggiato telefono satellitare da Padova Fuoristrada
Il telefono cellulare si può usare ovunque fino all’Egitto
compreso, e in quasi tutti i centri abitati dal Sudan in poi ma può essere
molto costoso – bene per sms.
I photo permit per il Sudan avuti tramite contatto diretto (email)
con Acropole hotel di Karthoum
Biglietto aereo di ritorno da Mombasa acquistato in internet (Eurofly) – attenzione:
all’aereporto di Mombasa non basta il codice di prenotazione
ma chiedono di avere da Eurofly o dall’agenzia viaggi una email
con il biglietto cartaceo scannerizzato.
Partenza il 13 gennaio 2006 ore 20.15 da Civitavecchia per Tunisi
(sosta a Palermo) con Grandi navi veloci, arrivo il 14 gennaio a
Tunisi circa 19.00 – pratiche immigrazione e doganali quasi
inesistenti ma nascosti GPS e telefono satellitare per prudenza – dormiamo
in autostrada in direzione Libia
14 e 15 gennaio: Trasferta da Tunisi verso la Libia
Uscita dalla Tunisia senza problemi ma tenere qualche dinaro perché ci
sono dei bolli da pagare (credo 3 dinari a testa) - Siamo in frontiera
libica il 15 verso le 18.00 . La “guida” dell’agenzia,
che è obbligatoria, ci prende in consegna e fa le pratiche
immigrazione e dogana – sarebbe obbligatorio anche il poliziotto
ma il direttore dell’agenzia ottiene di esonerarci perché facciamo
una semplice trasferta (così dice) – albergo a Tripoli
a tarda notte.
16 e 17 gennaio: Libia, in trasferta verso la frontiera Egiziana – uscita
Libia - entrata Egitto.
Il 17 andiamo all’immigrazione a AJDABYA per il timbro triangolare
da apporre sul passaporto entro 7 giorni dall’entrata in Libia
(tripla copia di modulo giallo completamente in arabo +10 dinari
libici cad. e 5 di mancia).
Il 17 alle 16,00 siamo in frontiera libica, l’addetto dell’agenzia
ci aiuta a restituire le targhe e riavere i soldi, facciamo il carnet
in uscita e entriamo in frontiera egiziana a SOLOUM. Dopo le pratiche
di frontiera, davvero confuse e costose, ci fermiamo nel primo locale
dove mangiamo e nel cui cortile dormiamo.
18 e 19 gennaio: Da Soloum a Il CAIRO e oltre – il 18 siamo
al Cairo e dormiamo al Salma Camp sulla via per Sakkara vicino al
Ramses Wissa Wassef art center (carpet) (scarso). Il 19 incontriamo
Hani Hanna, il corrispondente dell’agenzia italiana al quale
paghiamo i biglietti del traghetto 2° classe, ci comunica che
il sandalo (che è il barcone che trasporta le auto) probabilmente
sarà vuoto e farlo partire costa 3500 € (!) – Seguendo
il suo consiglio, dirigiamo a sud lungo la costa del Mar Rosso – la
strada lungo il Nilo non è di fatto praticabile, servono permessi,
ci sono diversi posti di blocco etc. – La strada nel deserto,
lungo le oasi, ci riferisce sia a libera circolazione – in
tarda serata raggiungiamo Safaga da dove partirà il convoglio
per Luxor e dormiamo nei pressi del posto di blocco.
20 gennaio: arriviamo a Luxor e visitiamo Karnak, la valle dei re
e delle regine e il tempio di Luxor - tutto bellissimo. Camping Rezeyky
vicino al distributore (buono)
21 gennaio: convoglio fino a Assuan dove incontriamo Hamdy, il corrispondente
dell’agenzia del Cairo che ha i nostri biglietti del traghetto
e dovrebbe avere prenotato il sandalo. Ci accompagna alla Traffic
Police per restituire targhe e patente. Alloggiamo in albergo ma
pare ci sia un camp site N 24°10 169 E032° 51 972
22 gennaio: riempiti tutti i serbatoi – fatto un pò di
turismo ad Assuan e dintorni
23 gennaio – Hamdy ci accompagna al porto, il traghetto partirà verso
le 16.00 – dogana e immigrazione - Hamdy ci comunica che non
ci sono merci da caricare sul sandalo che, quindi, non partirà a
meno di non pagare 3.500 €. Discutiamo animatamente e a lungo,
chiamiamo Hany al Cairo che ci propone, addirittura, di noleggiare
il sandalo e di riscuotere, da chi volesse eventualmente caricare
qualche merce, una quota del noleggio (!). La mediazione che ci viene
proposta per poter partire senza dover aspettare una settimana, è di
pagare ¼ del costo del sandalo per ogni auto (il sandalo,
infatti, carica 4 mezzi) e imbarcando i nostri 3 mezzi e un’altra
auto di turisti. Messi alle strette decidiamo di partire e paghiamo
890 € per ogni auto anziché i preventivati 400 €.
Parlando con i ragazzi tedeschi della quarta auto, che si sono rivolti
a MR EDREES, veniamo a conoscenza che hanno pagato meno di 350 € (2.452 £)
e una mancia a Edrees. Il sandalo in realtà è letteralmente
stipato di ogni tipo di merce (avremmo dovuto chiedere di vederlo,
avremmo dovuto minacciare seriamente di non partire, avremmo dovuto
rivolgerci ad una agenzia seria…). Inoltre da Assuan partono
altri barconi/chiatte/sandali che trasportano mezzi, conducenti e
qualche passeggero. E’ stata davvero una grossa presa in giro
e fregatura sia da parte dell’agenzia italiana, alla quale
ci siamo imprudentemente affidati, sia dei loro corrispondenti in
Egitto; meglio fare tutto sul posto autonomamente.No more comment.
Sul traghetto, strapieno, viaggiamo in 2° classe, nonostante
avessimo prenotato la 1° ad inizio dicembre: consigliata assolutamente
la 1° classe oppure materassino o telo di nylon per dormire dove
si può.
24 gennaio – Nel primo mattino navighiamo davanti ad ABU SIMBEL,
arriviamo a WADI HALFA verso le 11.00 e, nell’edificio della
dogana, ci viene incontro MR BIJOU che ci consegna i nostri photo
permit; sapremo poi che gli sono stati, a sua volta, consegnati da
Midaht da parte di George dell’Acropole Hotel. Bijou ci dice “I’m
the custom” ma non è vero; è un intermediario
e ci vuole assistere nelle pratiche doganali. Lo ringraziamo ma preferiamo
fare da soli: Passiamo l’immigrazione autonomamente ma il giorno
dopo il suo “aiuto” si rivelerà praticamente indispensabile
per sbrigare le pratiche doganali dei mezzi: sono gli stessi doganieri
che indicheranno lui o il suo collega per farci assistere. Questi
intermediari compilano le ricevute per i versamenti dovuti alla dogana,
anche per i locali che hanno merci, direi sostituendosi agli impiegati
statali… mah. I tedeschi, le cui auto e moto hanno viaggiato
sul sandalo, protesteranno ma non so come se la siano cavata. Bijou
ci è costato 5000 dinari/auto (Midaht, che incontreremo +
tardi in paese, ci dirà di prestare lo stesso servizio per
metà prezzo: al momento però non si trovava al porto
perché era impegnato ad assistere i 50 ciclisti imbarcati
sul nostro stesso traghetto e in viaggio da Il Cairo a Città del
Capo).
Chiedendo informazioni, ci confermano che il sandalo arriverà nella
prima mattinata del giorno dopo.
Taxi dal porto al paese dai 100 dinari a persona, 1 letto in albergo
africano 500 dinari -
25 gennaio – arriva il sandalo alle 10.00, scarichiamo i mezzi
alle 17.30 dopo che il sandalo è stato completamente vuotato – aspettiamo
così a lungo perchè ci dicono che le auto possono essere
scaricate solo su un altro pontile dove il sandalo, una volta svuotato,
si dovrà spostare: in realtà scarichiamo le auto sullo
stesso pontile usando delle piccole rampe, operazione che si poteva
fare fin dall’arrivo… - Facciamo le pratiche doganali
assistiti da Bijou e paghiamo. Campo a Wady Halfa.
26 gennaio - perdiamo la mattinata per ottenere il timbro sul passaporto
mentre avremmo potuto farlo ieri in attesa delle auto. Tutta la caserma,
ad un certo punto, se ne va a uno dei due matrimoni che si stanno
svolgendo in paese. Midhat ci accompagna alla festa dove ci offrono
la colazione ed incontriamo tutti i poliziotti e il cassiere che
ci hanno fatto le pratiche e che ci hanno mollato in caserma a metà via… scherzano
con noi … Alla fine del breakfast, nel soggiorno della casa
che ci ospita, il boss ci firma il passaporto e possiamo andare.
Per il timbro, comunque, ricordare che la caserma è aperta
solo fino alle 15 e le fotocopie si fanno in paese solo dalle 9 o
10 del mattino oppure in porto.
Verso le 11 imbocchiamo la pista della ferrovia diretti alla stazione
n. 6 dopo aver ringraziato, mancia e regalino, a Midhat che è davvero
un ragazzo in gamba. Se qualcuno potesse fotografare con una digitale
e dargli i files delle belle foto d’epoca di old Wadi Halfa
che sono esposte nel suo ufficio lo renderebbe felice.
Stazione 1, 2, 3, 4, 5, 5/6, 6: a tratti la pista è molto
sabbiosa ed è necessario allontanarsi dalla ferrovia per procedere,
in qualche stazione ci sono una o due persone, nella stazione 6 un
piccolo nucleo di case. Alle 17.20 cominciamo a seguire i punti GPS
di “Sahara itinerari e passioni” per arrivare a Berenice.
Campo a UMM NABARI, bella miniera storica (dalle macine a mano… agli
inglesi…); nella casa del boss c’è ancora la
sua vasca da bagno.
27 gennaio: viaggiamo tutto il giorno – ABARAGA MINE – da
qui il paesaggio, finora piuttosto insignificante e grigio, diventa
più interessante.
28 gennaio: bel percorso verso Berenice: acacie centenarie, pecore,
capre, dromedari, cani, pastori Beja, carbonai, zeribe, villaggi
di nomadi e alla fine BERENICE PANCRISIA, la città dimenticata
nel deserto e la miniera che forniva ai faraoni egiziani il 90% del
loro oro – molto suggestivo.
29 gennaio: lasciamo Berenice e dirigiamo verso Habu Hamed seguendo
i perfetti punti di Sahara. Lungo il confine egiziano (wpts “varianti”),
unico contatto ravvicinato con le donne Beja di un bel villaggio,
ci fermiamo e, quando capiscono che sono una donna, posso camminare
verso di loro; non posso fotografarle ma le guardo e “parliamo”,
la + vecchia parla molto e si prova i miei occhiali, hanno la placca
nasale, sono tante. Bene. Dal wpt 121 in poi la pista diventa orribile
con traccioni profondissimi e molta polvere e nonostante i nostri
sforzi, non riusciamo a trovare alcun tratto un po’ migliore – pensiamo
che Sahara avrebbe dovuto indicare sui wpt la difficoltà del
tragitto, saremmo forse tornati alla stazione 6 invece di dirigere
verso Habu Hamed.
30 gennaio dal wpt 110, dove abbiamo fatto campo, la pista migliora
e, per lunghi tratti, è bella. Giornata faticosa, molta strada,
arriviamo a HABU HAMED verso le 15, andiamo alla polizia per la registrazione,
ripariamo 2 gomme, gasolio, spesa e via in pista verso Karima senza
wpt. Campo.
31 gennaio: verso Karima la pista a tratti costeggia il Nilo, attraversiamo
numerosi villaggi di contadini che coltivano le sponde del fiume,
molte colture di palme da dattero, irrigazione, bambini che vanno
a scuola sugli asinelli, porte dipinte etc. Bello. Poi un brutto
deserto a tratti sabbioso a tratti roccioso. Dopo molti tentativi
troviamo finalmente la pista e arriviamo a KARIMA alle 18.30 (200
km = 12 ore). Poco prima del paese, in mezzo al niente, un villaggetto
e un gruppo di bambini vestiti di bianco a cui chiediamo informazione
e che ci canta una canzone in coro – ah! - L’albergo
di Levi sotto il Jebel Barkal 180 $ la doppia: se la tengano. Albergo
molto africano sotto l’antennone del paese, facciamo bucato
e dormiamo chi in auto nel cortile e chi in camera a 500 dinari a
letto (il cellulare prende che è una meraviglia)
1 febbraio: PIRAMIDI + JEBEL BARKAL (non paghiamo l’ingresso, è troppo
presto e il guardiano dorme) – EL KURRU e le tombe di Pinka
e consorte – NURI - cerchiamo e troviamo la pista per il deserto
del BAJUDA: lungo la pista sono in corso lavori di asfaltatura e
la posa di tralicci elettrici – campo.
2 febbraio: continua la pista nel Bajuda – buona – arriviamo
al ponton alle 12.30 ma è arenato in mezzo al fiume, ci spostiamo
ad un altro attracco e traghettiamo (500 dinari a auto circa) – ponte
sul fiume ATBARA con posto di controllo della polizia che vorrebbe
la fotocopia dei photo permit, diciamo di no e a loro va bene così…mah.,
nel successivo posto di controllo ci fanno pagare 1000 dinari per
i 3 mezzi, in un altro ci chiedono la patente… ognuno ha la
propria “fantasia”. PIRAMIDI DI MEROE paghiamo 10 $ a
testa per entrare, il sito è davvero molto bello. Campo li
vicino.
3 febbraio: verso Naga su asfalto – a circa 80 km dalle piramidi
di Meroe un cartello bilingue indica i siti di MUSSAWARAT e NAGA.
Visitati entrambi pagando i soliti 10$ al momento. A Naga una spedizione
archeologica tedesca al lavoro e un bel pozzo con molte persone che
attingono. Foto con discrezione. Ripartiamo nel pomeriggio e arriviamo
a KHARTOUM – Blue Nile Sailing Club 5$ per ogni auto e 3$ per
ogni persona – abbastanza bene ma solo 2 bagni e 2 docce. Su
un sito tedesco-inglese è indicato un altro camping 17 km
fuori Khartoum N 15°30’57’’ E 32°37’48’’.
4 febbraio visita al souk di Amdouran e alla casa del Mahady.
5 febbraio arrivano i 50 ciclisti e invadono il camping e i servizi – partiamo
e alle 17 circa siamo a Gallabat – velocemente facciamo il
timbro in uscita dell’Immigration e il carnet, oltre alla solita
registrazione alla Police (sono 3 uffici distinti, lungo la strada
sul lato dx, riconoscibili) – entriamo a METEMA (Etiopia) ma
l’Immigrazione non ci timbra il passaporto perché il
nostro visto scade il 8 febbraio essendo stato rilasciato il 9 gennaio
a Roma – errore dell’agenzia alla quale avevamo chiesto
un visto per entrare il 10 - l’immigrazione vuole rimandarci
in Sudan, ma non abbiamo il visto per rientrarci, e non vuole farci
andare a Addis per un nuovo visto sostenendo che non possiamo arrivarci
prima dell’8… staremo a Metema fino a quando?! – Con
il telefono satellitare (il telefono non c’è) contattiamo
il nostro Consolato ad Addis. E’ domenica e la segreteria telefonica
ci fornisce un cellulare attraverso il quale contattiamo un funzionario
che, non riuscendo a convincere l’Immigration a farci entrare
in Etiopia, ci assicura che, appena possibile, contatterà qualcuno
per aiutarci. Diamo il satellitare all’Immigration che chiama
il proprio capo ad Addis il quale, finalmente, lo autorizza a lasciarci
entrare… gli facciamo i complimenti e lo ringraziamo (!):
complicato, lungo, ma è andata. Campo davanti all’Immigration, è notte.
6 febbraio: a SHEHEDI facciamo Custom (ufficio con insegna lungo
la strada per Gondar). L’ufficio della dogana di Metema, essendo
ieri domenica e tarda ora, era chiuso. Bei paesaggi, molta gente
che arriva dai sentierini di montagna e cammina lungo la strada,
tutti vestiti con abiti tradizionali – tutto molto bello. Siamo
a GONDAR alle 14,00, cambio, pieno, castello di Gondar e Debre Berhan
Selassie Church la più bella e integra chiesa copta che ho
visto in Etiopia. Poi a BAHAR DAHR verso sera – albergo Ghion
(buono).
7 febbraio andiamo alle BLUE NILE FALLS a TIS ISAT (non + tanto
spettacolari), il villaggetto sarebbe interessante ma gli adolescenti
sono particolarmente rompiscatole. Al ritorno piccolo mercato sulla
strada principale per foto poi verso Addis. La strada è ottima,
appena asfaltata, panorami dell’altopiano molto belli, campi
mietuti e covoni a perdita d’occhio, contadini che battono
il grano con le mucche in cerchio, bestie al pascolo, non una macchina
agricola, molte persone che camminano lungo l strada verso i mercati,
abiti tradizionali, villaggi di capanne di fango rotonde con tetto
a cono etc. La gente raccoglie ancora le bottiglie di plastica per
riutilizzarle, non c’è spazzatura in giro. La BLUE NILE
GORGE è spettacolare ma la strada e il ponte, costruiti dagli
italiani, sono in rifacimento (giapponesi), quindi davvero in pessime
condizioni (dislivello di oltre 1400 mt prima a scendere poi a risalire
tutto sterrato).
8 febbraio: ore 9 siamo a Addis, andiamo subito all’Immigration
per il visto: 20$ sarà pronto domani, molto efficienti. Rinunciamo
a Lalibela e Axum, dovremmo tornare a nord e di nuovo a Addis, troppa
strada. Hotel BARO, in zona Piazza, dove è possibile campeggiare
nel piccolo cortile; ristorante quasi italiano proprio di fronte
oppure in fondo alla via. L’Etiopia, che avevamo visitato due
anni fa con i mezzi locali, è piena di tesori e merita una
visita più accurata.
9 febbraio: ritiriamo i nostri passaporti e partiamo verso sud,
via Butajira’: sito preistorico di Melka Kunture, chiesa di
Adadi Maryam entrambi ben segnalati dalla strada principale. Siamo
a BUTAJIRA verso le 19.00. International Ameg Motel (buono)
10 febbraio: continuiamo verso Ziwai e il lago LANGANO, tombe Oromo
lungo la via. Il Langano non è gran chè, proprio di
fronte alla stradina che abbiamo imboccato per arrivare al resort
sul Langano (deserto ma bei volatili) c’è uno sterrato
che entra nel parco dei laghi ABYATA e SHALA, molto più belli.
Riusciamo quasi a visitarli senza pagare il biglietto ma proprio
alla fine del percorso incontriamo uno scout che, gentilmente, ci
accompagna all’entrata, ci fa pagare e uscire. (50birr a testa
+10 per l’auto+30 per lo scout). Arriviamo a DILA e dormiamo.
Cittadina con molti hotel e via vai.
11 febbraio: da Dila al sito di TUTA FALLA (cartello sul lato sinistro
della strada principale ci fa imboccare una secondaria ed esattamente
alla distanza indicata una piccola stradina che porta al cortile
di una casa privata dove sono le stele funerarie – paghiamo).
Poi KENO e YABELO. Paesaggi quasi tropicali, rigogliosi, villaggi
ordinati, contadini e bestiame, terra rossa. Festa religiosa (Evangelici)
lungo la strada con Gospel e un mucchio di gente: la religione è molto
sentita e lo ritroveremo anche in Kenya. I discorsi dei preti sembrano
comizi e i fedeli sembrano un pò invasati ma questo è il
loro stile. A Yabelo il mercato, i SINGING WELLS dei Borema (scopriremo
che ci sono singing wells anche vicino al parco di Marsabit in Kenia).
Paesaggio con termitai monumentali. Dormiamo in un cortile di Hotel
a MEGA.
12 febbraio: da MEGA a MOYALE dove facciamo l’Immigration
(efficienti) e la Custom (è week end e un ragazzino li va
a cercare a casa e a messa, mancia). Pratiche in entrata in Kenya
veloci e semplici.
Pranzo poi pistaccia per ISIOLO, davvero pessima ma lungo la strada
molta gente in cammino vestita in abiti tribali e pastori armati
di lancia. Molte chiese e missioni. Arriviamo a MARSABIT alle 18,
entriamo nel parco (15$/testa + 200 shelling/auto + 800 shelling/testa
per campeggio nel cortile del Lodge). C’è siccità e
i due laghetti sono asciutti. Il camp site all’interno del
parco non ha servizi né acqua, nulla. Buona la scelta di restare
nel cortile del lodge e usufruire del bagno e docce. Molte scimmie
e bufali, tracce di elefanti.
Segnalo che Francesi incontrati Assuan e Sudafricani incontrati
a Addis avevano tranquillamente viaggiato lungo il Lago Turkana,
l’unica necessità: avere carte + dettagliate delle Michelin
per non perdersi ma non so dove avessero fatto frontiera.
13 febbraio: un giretto nel parco in auto, arriviamo ad un pozzo
dove locali in abiti tribali attingono - interessante, qualche foto
rubata, una coppia di anziani è piuttosto arrabbiata, vogliono
soldi, mentre le donne giovani sono più amichevoli. Proseguiamo
verso sud e dormiamo poco oltre ISIOLO nel camp site del Range Land
Hotel, lungo la strada principale. Buono.
14 febbraio da ISIOLO a MERU, EMBU, KITUI’, MUTOMO, KIBWEZI.
Vogliamo evitare Nairobi ma la strada alternativa che scegliamo è al
95% non asfaltata, ci consoliamo con bei panorami di baobab ma forse
non la consiglio comunque. Torniamo sull’asfalto a Kibwezi
e dormiamo nel camp site del HUNTER Lodge (600 sh a testa circa 10$)
buono.
15 febbraio: proseguiamo verso EMALI per l’entrata all’AMBOSELI
N.P. (30$ a testa per entrare, + 500 sh per l’auto + 600 sh
a testa per public camp site). Per entrare serve una smart card prepagata
che noi non abbiamo. Un driver di pulmino turistico che parla italiano
si offre di pagare con la propria e lo rimborsiamo in contanti, conserviamo
la ricevuta e una smart card su cui è caricata la targa del
nostro mezzo entrambe da consegnare all’uscita (importante)
Parco molto piccolo ma facile da visitare perché territorio
pianeggiante con scarsa vegetazione, savana. Molte zebre e varie
gazzelle, hippoes, giraffe, facoceri, emu, grandi e piccoli volatili,
struzzi, bufali, elefanti etc, e il Kilimangiaro ma i grandi felini
sono nascosti. Molti pulmini di turisti. Bellissimi Lodge pieni di
turisti e scimmie. Camping spartano ma ok. All’entrata chiediamo
indicazioni sul luoghi migliori per vedere gli animali e acquistiamo
una mappa. Come da loro istruzioni inoltre andiamo subito ad un lodge
per iscriverci per il convoglio del mattino dopo per il parco di
Tsavo West.
16 febbraio: come da istruzioni andiamo a Lodge dove si radunano
i mezzi del convoglio, si va verso una delle uscite e si parte tutti
insieme verso TSAVO WEST N.P.- il convoglio è fatto per la
sicurezza dei turisti dopo che 12 anni fa un mezzo fu assalito da
banditi per furto. Non ci sono pericoli reali. Lungo la strada artigiani
di sculture in legno (bravi, belle), animali, paesaggi, un grande
curio-shop. Arriviamo a TSAVO WEST, solita smart card (55 $ in 2
per entrare + 500sh per l’auto). Elefanti, giraffe, facoceri,
struzzi, zebre, hippoes, impala, dik dik, 1 rinoceronte. Pranzo al
sacco alle MZIMA SPRINGS luogo fresco e piacevole con ippopotami
e scimmie, pomeriggio in giro nel parco e nel RHINO SANCTUARY aperto
solo dalle 16 alle 18 (gratis), notte nel camping appena fuori dal
parco (ricordare di pagare all’entrata con la smart altrimenti
ti fanno un “piacere” e i 10$ a testa per il camp site
se li tiene il ranger…)
17 febbraio usciamo da TSAVO e andiamo verso Mombasa. A MWATATE
un giovane ci tira un grosso sasso che ci distrugge il parabrezza.
Poteva andare peggio… Lo rincorriamo ma inutilmente, qualcuno
del villaggio ci viene a chiedere scusa dicendo che è pazzo.
Andiamo alla polizia.. no comment. Proseguiamo per Mombasa a bassa
velocità e arriviamo alle 15.30 dopo gli ultimi 50 km di strada
scandalosamente distrutta.
Dal 18 febbraio al termine del soggiorno sbrighiamo le pratiche
per spedire i mezzi in container e ci rilassiamo al mare, i nostri
compagni di viaggio tornano in Italia il 22.
Le quotazioni per La Spezia sono le più economiche e pare
sia perché i cargo fanno prima scalo in quel porto, scaricano
i container e ricaricano quelli da consegnare a Livorno e a Genova
che, in effetti, hanno quotazioni più alte. Abbiamo spedito
con la MSC (Mediterranean Shipping Company) ed i mezzi sono ancora
in viaggio. Mombasa non offre grandi distrazioni per un soggiorno
prolungato: mercato, città vecchia, il forte ed il museo,
vari templi Indu freschi e accoglienti. Andiamo alcuni giorni a Tiwi
Beach una località a circa 20 km a sud di Mombasa, bel mare,
sabbia bianca e palme, tranquillità, non costoso in assoluto
ma, ovviamente, caro rispetto al vitto e alloggio di Mombasa. Il
26 partiamo in volo verso l’Italia.
LIBIA: 1 €=1.60 dinari – 1 dinaro = 0.63 – gasolio
8,2 centesimi €/litro
1 guida dell’ agenzia + 1 poliziotto obbligatorio per gruppi
di + di 4 persone (cosi ci dicono): 100€ al giorno che abbiamo
pagato in Italia + vitto e alloggio , DOGANA: 110 dinari per targhe
di cui 50 vengono restituiti in uscita + 7 dinari per assicurazione
= circa 75€, IMMIGRAZIONE: 10 dinari per il timbro triangolare
dell’immigrazione pari a circa 6 € a testa.
AGENZIA: (corrispondente della nostra agenzia italiana) ATHAR LYBIA
TRAVEL – Mr. MOHAMMED AL NAJJEH – mob. 0021 8912134580,
EGITTO: 1 €=6.92 sterline egiziane – pounds – 1 £=0.14 € -
gasolio poco più caro della Libia.
AGENZIA: TOURIST AND TRAVEL ADVISORS – IL CAIRO – MR.
HANI HANNA 0020(0)103425664
ASSUAN – MR HAMDY.............................
EGITTO: LA FRONTIERA – cambiare subito almeno 2000 pounds
solo per le pratiche di frontiera. Servono la fotocopia del libretto
di circolazione e il carnet. Può essere utile una traduzione
in arabo del passaporto. Cambiati in nero dinari libici 1 dinaro=4
pounds
Noi abbiamo fatto cosi:
Appena entrati la POLICE ci ferma e chiede se abbiamo bombe, esplosivi,
coltelli.
Andiamo poi all’IMMIGRATION: timbro rettangolare nero sul
passaporto. A noi indicano, d’ufficio, 1 mese di soggiorno.
Poi la CUSTOM da un’occhiata veloce al mezzo e ci chiede se
abbiamo l’estintore (meglio averlo altrimenti potrebbero pretendere
che lo si compri li)
Poi la TRAFFIC POLICE, prende il calco del numero del motore e del
numero del telaio e chiede la durata del soggiorno, l’Ingegnere
(gentile) ci manda nell’edificio principale della traffic police
a fare delle fotocopie (25 £) che gli portiamo. Prepara 2 fascicoli
per ogni mezzo (1 per la Traffic police e 1 per la Custom) dove mette
anche il carnet.
Poi la CUSTOM da Mr Mahmud: chiede la fotocopia del libretto del
mezzo. Per i mezzi oltre 2000cc chiede 1002,00 £ di tasse (il
costo varia a seconda della cilindrata dell’auto, una utilitaria
paga 400 £). Il prezzo, ci dice, è per soggiorni fino
a 1 mese (fa riferimento al timbro che l’immigrazione ha messo
sul nostro passaporto). Gli diciamo che siamo in transito per al
massimo 1 settimana ma risponde che il 1002 £ sono il minimo,
anche per 1 settimana. Mah. Con un suo foglietto andiamo nell’ufficio
di fianco (al cui sportello esterno avevamo precedentemente già acquistato £)
e paghiamo i 1002 (cambiano $ o € anche al momento del pagamento).
Torniamo da Mahmud con le ricevute, ci consegna il fascicolo della
Traffic Police.
Torniamo all’edificio principale della TRAFFIC POLICE: al
bancone compiliamo un formulario in arabo per le targhe, nell’ufficio
delle fotocopie ci preparano un foglio bianco (potrebbe essere l’assicurazione
o la richiesta per la patente) e paghiamo altri 25 £, al bancone
paghiamo altri 49,5 £ e ci danno le targhe e una specie di
ricevuta su un ritaglio di carta.
Poi la CUSTOM da Mahmud con il fascicolo della Traffic police e
le targhe: ci restituisce il carnet da cui ha opportunamente trattenuto
il tagliando di entrata (controllare sempre molto bene che ci sia
il timbro di entrata e la firma) e trattiene il fascicolo della custom.
Poi l’edificio della TRAFFIC: nell’ufficio delle fotocopie
ci danno la patente egiziana e trattengono l’altro fascicolo.
Diamo la mancia al ragazzo che ci ha seguito per un pò (non
parla una parola di inglese ma ci ha compilato i formulari in arabo…)
vuole 50 £/auto. Diamo 50£ in tutto + regalino.
Andiamo in auto verso l’uscita, ultimo controllo di carnet
e passaporti.
Ad Assuan restituite le targhe e la patente alla Traffic Police
in città: entrare nell’edificio a piano terra e andare
all’ultimo sportello verso sinistra, ci danno un permesso valido
per circolare 1 settimana (chissà se potevamo averlo già da
Soloum?!), non paghiamo nulla.
Riepilogo dei costi: Dogana 1.002 £, patente egiziana 25 £,
fotocopie 25 £, targhe 49,5 £, mancia 40 £ per
il gruppo, in uscita al porto di Assuan 44 £ alla immigrazione
per 2 persone = 1.113 £ pari a 170,00 €
EGITTO: I CONVOGLI (il tragitto Il Cairo-Hurgada è libero)
1 – convoglio HURGADA – LUXOR (circa 280 km) alle 7.00 – 9.00 – 18.00
circa – costa 5£
parte da SAFAGA circa 60 km a sud di Hurgada dal piazzale della
caserma sulla strada per QUENIA - la caserma (muro di cinta giallo
e bianca) è poco prima del viadotto oltre il quale c’è il
posto di blocco. I locali vanno senza convoglio. Il Cairo ha una
bella Ring Road da cui è facile imboccare la strada verso
Katamia o Suez e dirigere a Sud.
2 – convoglio LUXOR – ASSUAN (circa 235 km) alle 7.00 – 15.00
circa
parte dalla caserma a nord del paese (verso Karnak): uscendo dal
camping Rezeyky dirigere a Sud (dx), 2° strada a dx ( i locali
lo sanno). A EDFU il convoglio si divide, chi va al tempio di Osiris
(svolta a dx, sul ponte e forse riparte con il convoglio del pomeriggio)
e chi va a Assuan procede diritto. Sale un militare su una delle
nostre auto e si va ad Assuan.
3 – convoglio ASSUAN – ABU SIMBEL – alle 4 del
mattino – 3,5 ore andata, 3,5 ore ritorno.(non fatto)EGITTO – LAGO
NASSER – TRAGHETTO E SANDALO
Il traghetto: La 2° classe (25€) del traghetto è un
girone dantesco; consigliato almeno un telo di Nylon per dormire
dove si può… La 1° classe (poco + costosa e assolutamente
consigliata) consiste in cuccette a 2 letti spartane ma ottime. È possibile
cenare (compreso nel ticket) e acquistare bibite. Parte il lunedì verso
le 16.00 e la traversata dura circa 17 ore
Il sandalo è un barcone sul cui ponte si caricano max 4 auto
lunghe 5 mt + 2 o 3 moto e nella cui stiva vengono stipate innumerevole
merci, viaggia autonomamente e arriva 1 giorno dopo il traghetto
(impiega 1 giorno + 17 ore) – il sandalo trasporta anche 1
persona per ogni auto (insistendo anche 2), ma bisogna comunicarlo
prima dell’imbarco all’Immigrazione egiziana che compila
l’elenco dei passeggeri per l’immigrazione Sudanese:
il traghetto e il sandalo hanno infatti elenchi distinti dei passeggeri.
Il costo per 1 auto è di 400 € - il sandalo completo
costa 3.500 € ma non fatevi ingannare se vi dicono che non ha
merci da caricare e che è necessario noleggiarlo pagando questa
somma: è una scusa per rubarvi soldi. Ricordo che pur essendoci
un unico traghetto settimanale ci sono svariati “cargo” che
lasciano Assuan per Wadi Halfa nel corso della settimana, impiegano
dai 2 ai 3 giorni di navigazione e caricano anche almeno 1 passeggero
per auto, è necessario avere con sé il necessario per
mangiare, dormire etc. Secondo la nostra esperienza aver prenotato
dall’Italia tramite l’agenzia è stato un costoso
errore: basta avere un pò di tempo per aspettare, un pò di
fortuna, un pò di mancia e parlare con MAHMUD EDREES (mahkmud
idriis) che dovrebbe essere della Nile Navigation Company di Assuan,
un tizio alto che gestisce gli imbarchi e si può trovare al
porto – Edrees è anche in contatto con un ragazzo in
gamba che può poi assistervi a Wadi Halfa per la dogana in
entrata, si chiama Midaht: Edrees può telefonargli per annunciargli
il vostro arrivo.
SUDAN 1$ = 230 dinari 100 dinari = 0.43 $- gasolio circa 77 din/lt
SUDAN: I PERMESSI:
Il Travel permit non esiste più.
Il Photo Permit (che qualcuno comunque non fa) è gratuito
e si può richiedere all’Acropole Hotel di Karthoum che
può farlo arrivare a Wady Halfa. Inviare a Geoge il file.jpg
del passaporto, del visto del Sudan e della propria foto tessera
Gli Archeological permit necessari per visitare i siti archeologici
si acquistano anche a Wady Halfa da Mr ABDUL ACHMAN ma bisogna sapere
in anticipo quali siti si visiteranno – molto meglio acquistarli
direttamente sul sito come abbiamo fatto noi (10$ o, + caro, 2.500
dinari)SUDAN: LA DOGANA
Per le pratiche doganali dei mezzi, non è obbligatorio l’intermediario
ma, di fatto, i doganieri stessi chiedono di utilizzarlo. Consiglio
Midhat – se si imbarca ad Assuan assistiti da Edrees, lui stesso
lo può contattare affinché sia in porto ad aspettare,
altrimenti lo si può rintracciare in paese dove tutti lo conoscono.
Il timbro sul passaporto da fare entro 3 giorni dall’entrata
si ottiene alla caserma della Police che è in paese ed è aperta
fino alle ore 15: costa 7500 dinari a testa, serve una foto tessera,
la fotocopia del passaporto e del visto Sudan con il timbro di entrata
fatto al porto (il botteghino fotocopie di fianco all’entrata
della caserma lavora quando c’è elettricità dalle
9 o 10 del mattino ma dovrebbe essere possibile fotocopiare il visto
in porto appena entrati, si accelerano i tempi) – questo timbro
si può fare anche a Dongola e in altre città principali,
se si tarda pare ci sia solo una multa. Qualche turista non fa questo
timbro.
Se l’auto arriva sul sandalo (verso le 10.30 del giorno dopo
il traghetto) gli operai impiegheranno almeno 4-5 ore per scaricare
il sandalo prima di darvi l’auto: insistete per scaricarla
in qualche modo per prima e non fidatevi di quello che dicono, che
devono cambiare sponda, che il sandalo è basso……
La dogana per entrare in Sudan costa 10.600 dinari (45 $): 3000
per il porto + 1000 local taxes + 1600 custom + 5000 (variabili)
per custom declare ossia il compenso per l’intermediario. Non
conoscendo Midaht noi abbiamo avuto un certo mr. BIJOU ed il suo
collega mr. MJGDI – Midhat pare carichi la metà. Inoltre
7500 dinari (33 $) a testa per l’Immigration (2 persone e 1
mezzo = 25.600 dinari pari a circa 110 $)SUDAN. CONTATTI
- MIDHAT: MASHAN SHARTI FOR SERVICE – Wadi Halfa – l’ufficio è in
una costruzione di fronte all’Hotel Nile (spesso pero è chiuso,
chiedete all’Hotel o al ristorantino, tutti conoscono Midaht)
all’interno belle foto d’epoca della vecchia Wady Halfa
coloniale sommersa dal lago Nasser.
Nome:MIDAHT MAHIR oppure MAZAR MAHIR (fratello)
Tel: 00249 251 822330 office
822420 office
822388 house
mashansharti@yahoo.com
- ACROPOLE HOTEL KHARTOUM – MR GEORGE PAGOLATOS (parla inglese
e italiano, conosce Midhat)
acropolekhartoum@yahoo.com
acropole@sudanmail.net
tel 00249 11778486/11772860 – fax 00249 11770898
- NUBIAN SUDAN TOUR – ha sede in Hotel Acropole
micheledutto@libero.it
ETIOPIA – 1$ = 8.68 birr – gasolio 4.35 birr/lt
Attenzione: il nostro visto aveva 1 mese di validità dalla
data di rilascio: informatevi all’ambasciata o in agenzia e
fare bene i conti, un nuovo visto si ottiene solo a Addis in 24 ore
(20$)
Non è richiesto il carnet. La guida scrive che serve una
patente etiopica entro 7 giorni da fare ad Addis - non l’abbiamo
fatta
Kenya: 1 $ =74 shilling al nero e 68.20 in banca –1% commissione. – gasolio
64.89 shilling/lt
l’entrata + facile di tutte (polizia+immigration+custom).
Negli uffici molti cartelli statali contro la corruzione, le mance
e gli intermediari…
Non fatta alcuna assicurazione
Parchi nazionali: per entrare serve una SMART CARD prepagata – Ne
eravamo sprovvisti e un driver di pulmini di turisti ha pagato con
la propria e noi dato a lui il contante, conservare lo scontrino
per consegnarlo all’uscita e conservare anche la smart card
sulla quale registrano l’auto. Non è possibile entrare
pagando in contanti alla cassa, non so se tutti i driver sono disposti
a fare il favore. Quello che ci ha fatto il favore si chiama Mohamed
Sharif mob. 0721.641901 p.o. box 98004 Mombasa - parla italiano.
Entrare in un parco costa dai 15 ai 30$ a testa e dai 200-500 shilling
per l’auto, il camping costa 10$ a testa e ci sono dei lussuosissimi
lodge dal costo a noi ignoto ma bellissimi per un caffè… (1
parco circa 100$ per 2 persone) - Il biglietto di entrata vale 24
ore. |